Teatro degli Impavidi
Stagione 2024/25
Spettacoli in evidenza
Il direttore principale dell’Orchestra della Toscana, Diego Ceretta, insieme a Federico Colli eseguiranno uno dei Concerti più iconici del romanticismo tedesco, quello per pianoforte di Robert Schumann. “Un qualcosa a metà tra sinfonia, concerto e grande sonata”, lo descriveva il compositore, che con questo lavoro intendeva unire il pianoforte e l’orchestra in una maniera nuova, in modo che il solista fosse perfettamente integrato con gli altri strumenti.
Fabrizio Gifuni / Aldo Moro
Una profonda analisi degli scritti di Aldo Moro: Fabrizio Gifuni esplora le lettere e il memoriale scritti da Moro durante i 55 giorni di prigionia, offrendo un potente sguardo su un momento cruciale della storia italiana.
Una riflessione sulla memoria collettiva: Lo spettacolo invita il pubblico a riflettere sul ruolo della memoria storica e sulla responsabilità civile, portando in scena le parole di Moro come una testimonianza che continua a interrogare la società italiana.
Una messa in scena minimalista ma potentemente simbolica: Utilizzando pochi elementi scenici, Gifuni riesce a creare un’atmosfera intensa e carica di significato, dove ogni gesto e parola contribuiscono a rievocare la figura di Aldo Moro e il suo dramma personale e politico.
Matteo Di Somma
Matteo Di Somma, attore e autore spezzino, porta in scena un monologo intimo e doloroso, un’indagine sulla memoria e sulle tracce lasciate dal primo amore. Classe 1996, si avvicina al teatro grazie all’incontro con SCARTI, collaborando a progetti rivolti a studenti e persone con disabilità. Dopo le prime esperienze con Kronoteatro, si diploma nel 2023 presso l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, lavorando con artisti come Sotterraneo, Stefano Cordella, Giuseppe Emiliani e Giorgio Sangati. Successivamente, approfondisce la sua ricerca fisica e teatrale alla masterclass Le parole del corpo curata da Michela Lucenti presso ERT.
Elegia di un cinghiale ferito nasce da un’esigenza personale: scrivere per dialogare con qualcuno che non può o non vuole rispondere. Un uomo più grande, una relazione vissuta a diciassette anni, il confine sottile tra desiderio e dolore. Attraverso il racconto di questa esperienza, Di Somma cerca di dare forma a domande senza risposte: che cosa resta del primo amore? Quando il piacere si trasforma in sofferenza? Quanto siamo consapevoli, da adolescenti, di ciò che viviamo?
Dalla scrittura privata alla scena, il monologo diventa un rito di condivisione, uno spazio aperto in cui chi ascolta si confronta con i propri ricordi. Uno spettacolo che esplora la fragilità e la potenza della memoria, trasformando il personale in universale, la confessione in dialogo.
Spettacoli in evidenza
Il direttore principale dell’Orchestra della Toscana, Diego Ceretta, insieme a Federico Colli eseguiranno uno dei Concerti più iconici del romanticismo tedesco, quello per pianoforte di Robert Schumann. “Un qualcosa a metà tra sinfonia, concerto e grande sonata”, lo descriveva il compositore, che con questo lavoro intendeva unire il pianoforte e l’orchestra in una maniera nuova, in modo che il solista fosse perfettamente integrato con gli altri strumenti.
Fabrizio Gifuni / Aldo Moro
Una profonda analisi degli scritti di Aldo Moro: Fabrizio Gifuni esplora le lettere e il memoriale scritti da Moro durante i 55 giorni di prigionia, offrendo un potente sguardo su un momento cruciale della storia italiana.
Una riflessione sulla memoria collettiva: Lo spettacolo invita il pubblico a riflettere sul ruolo della memoria storica e sulla responsabilità civile, portando in scena le parole di Moro come una testimonianza che continua a interrogare la società italiana.
Una messa in scena minimalista ma potentemente simbolica: Utilizzando pochi elementi scenici, Gifuni riesce a creare un’atmosfera intensa e carica di significato, dove ogni gesto e parola contribuiscono a rievocare la figura di Aldo Moro e il suo dramma personale e politico.